Nicodemo/ Febbraio 23, 2019/ Caccia, Diritto delle Armi, News

Ho letto di recente su alcuni siti specializzati la notizia che l’art. 43 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza sarebbe stato modificato, permettendo anche ai condannati per delitti gravissimi come il furto, la rapina, l’estorsione, il sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione, il porto abusivo di armi ( ed altri di gravità anche supeiriore ) di ottenere licenza di porto d’armi se riabilitati.

Dico da subito che non è vero.

La notizia è riportata, tra gli altri, dal sito del Sindacato Nazionale Cacciatori.

A colpo d’occhio mi è sembrato molto strano…

Potevo di certo sbagliare e quindi -per puro zelo- ho ricontrollato il testo della norma, per confermare quanto segue.

Essa è stata sì modificata, come ben noto, dal d. lgs. 104/2018, ma in senso opposto a quanto descritto.

Eccone il testo:

Oltre a quanto è stabilito dall’art. 11 non può essere conceduta la licenza di portare armi:

a) a chi ha riportato condanna alla reclusione per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, ovvero per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione;

b) a chi ha riportato condanna a pena restrittiva della libertà personale per violenza o resistenza all’autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico;

c) a chi ha riportato condanna per diserzione in tempo di guerra, anche se amnistiato, o per porto abusivo di armi.

La licenza può essere ricusata ai soggetti di cui al primo comma qualora sia intervenuta la riabilitazione, ai condannati per delitto diverso da quelli sopra menzionati e a chi non può provare la sua buona condotta o non dà affidamento di non abusare delle armi”.

Da dizionario ( Garzanti ) ricusare vuol dire: non accettare, rifiutare, non acconsentire.

Nei casi descritti, quindi, la riabilitazione non salva.

Occhio alle fake news.

Avv. Paolo Nicodemo