Nicodemo/ Marzo 7, 2019/ Articoli, Diritto delle Armi, News

Non sarebbe professionale commentare un testo di legge ancora non definitivo, tuttavia mi preme fornire qualche suggerimento ai lettori per evitare che il proliferare delle notizie generi fraintendimenti.

In primo luogo, secondo il parere mio e di altri numerosi studiosi del diritto, la normativa attuale contiene già in sé gli elementi utili per consentire a chi è aggredito di difendersi.

Le norme devono possedere caratteri di generalità e astrattezza per poter essere applicate a tutti i casi che la realtà offre e perciò vanno interpretate per applicarle ad un fatto concreto.

La giusta interpretazione delle norme in vigore permette ampi spazi di manovra a chi si trova nella necessità di proteggere la vita propria e dei propri cari, nonché i propri beni.

Nell’attuale assetto costituzionale è impossibile introdurre indiscriminate licenze di uccidere.

Sarà sempre la magistratura a seguito di un’indagine ad accertare lo svolgimento dei fatti, pur con l’irrinunciabile ausilio della difesa dell’indagato, ma a seguito di un evento che ha portato al ferimento o alla morte di un essere umano si indaga oggi e si indagherà sempre.

Ciò premesso, si consideri quanto segue: poiché bisognerà sempre indagare e le norme andranno sempre interpretate, sarà ogni volta determinante il filtro culturale, la mentalità, la scala di valori adottata da chi indaga e da chi decide.

Non c’è nulla da fare.

Preciso che la mia è una posizione a favore di chi si difende da un’aggressione ingiusta, ma in un campo come quello della legittima difesa non si può imbrigliare l’attività interpretativa del giudice con norme che stabiliscono che un certo comportamento è sempre giusto senza se e senza ma.

O meglio: si può dare l’illusione di farlo scrivendolo, facendo uscire il libero convincimento del giudice dalla porta per farlo rientrare dalla finestra, ma nessun legislatore, di nessuno schieramento politico, approverà mai una norma in stile “spara e sta’ senza penzieri ( per citare un noto tormentone )”.

E allora come si fa?

Si ragiona realisticamente e si cerca di capire cosa ci è permesso di fare e cosa no, facendo allo stesso tempo scelte di vita consapevoli e responsabili.

Diffondere una corretta conoscenza di tali argomenti è uno dei servizi che questa associazione cerca di fornire ogni giorno.

Avv. Paolo Nicodemo