Nicodemo/ Novembre 25, 2018/ Articoli, Diritto Militare e di Polizia Giudiziaria

 

Ho dato il suggerimento contenuto in questo articolo a diversi nostri soci appartenenti alle Forze dell’Ordine, ma ritengo sia valido anche per i privati cittadini.

Mi capita sovente di sentire chi mi racconta di aver presentato una denuncia per un reato subito e “non averne saputo più niente”; ciò alimenta il senso di sfiducia nello Stato e nelle sue Istituzioni, i cui meccanismi di funzionamento divengono sempre più oscuri agli occhi dei non addetti ai lavori.

La legge permette alla persona offesa denunciante di chiedere di essere avvisato nel caso in cui il pubblico ministero presenti richiesta di archiviazione; ciò gli permetterà di conoscere quale procura sta indagando, il nome del magistrato che dirige le indagini e il numero di procedimento.

Con queste informazioni la persona offesa ( o un legale da lui incaricato ) potrà recarsi nella segreteria del pubblico ministero titolare delle indagini, visionare il fascicolo, estrarne copia e, soprattutto, opporsi alla richiesta di archiviazione indicando al p.m. le ulteriori indagini da compiere.

Chi intende avvalersi di questa facoltà può usare la seguente dicitura, inserendola in calce all’atto: “Chiedo di ricevere avviso ex art. 408 c.p.p. nel caso in cui il pubblico ministero formuli richiesta di archiviazione. Dichiaro sin da ora di oppormi alla definizione del procedimento mediante decreto penale di condanna”.

Consiglio caldamente agli ufficiali di polizia giudiziaria che redigono o ricevono le denunce di invitare le persone offese che si presentano presso i loro uffici ad inserire la citata proposizione al termine dell’atto: in tal modo il denunciante avrà traccia della sorte delle istanze da lui formulate all’autorità inquirente e deciderà liberamente come comportarsi in caso di richiesta di archiviazione, ma di certo non avrà la sensazione che la sua denuncia sia caduta nel dimenticatoio e che lo Stato se ne sia disinteressato.

Aggiungo, per completezza, che a seguito dell’opposizione verrà fissata apposita udienza di discussione in camera di consiglio dinanzi al giudice per le indagini preliminari, in occasione della quale il difensore della persona offesa che ha presentato opposizione indicherà -a pena di nullità- al magistrato l’oggetto dell’investigazione suppletiva.

Se il g.i.p. riterrà condivisibile quanto prospettatogli, disporrà con ordinanza che il p.m. prosegua le indagini, altrimenti archivierà.

Ritengo infine opportuno suggerire a chi presenta una denuncia di conservarne copia, in quanto sia personalmente che mediante un avvocato potrà avere informazioni generali sul procedimento esibendola al registro notizie di reato presso la Procura della repubblica competente per le indagini.

Devo con rammarico osservare come l’intento di alleggerire il carico di lavoro di procure e tribunali si risolva -troppo spesso- nell’archiviazione di molte denunce presentate dai cittadini, anche se contenenti notizie di reato fondate; per questo motivo può rappresentare una giusta scelta rivolgersi ad un avvocato per la redazione ed il deposito di tali atti.

Un legale inserirà nella denuncia gli opportuni riferimenti di dottrina e giurisprudenza a supporto di quanto scrittovi, rendendo di certo più difficile domandarne e disporne l’archiviazione.

Avv. Paolo Nicodemo